Gli aiuti economici destinati agli universitari sono sostenuti da investimenti pubblici sempre più rilevanti. Ma tra requisiti poco chiari, scadenze e falsi miti sul merito, molti giovani rischiano di non sfruttare tutte le opportunità disponibili
Sono oltre 250mila gli studenti italiani che beneficiano di una borsa di studio secondo i dati del Ministero dell’Università e della Ricerca. Il dato conferma il ruolo crescente del diritto allo studio, sostenuto da investimenti pubblici record: per il 2024/2025, ultimi dati disponibili dal ministero, sono stati stanziati circa 880 milioni di euro, di cui 593 milioni dal Fondo integrativo statale (FIS) e 288 milioni attraverso risorse PNRR.
Le borse rappresentano un aiuto decisivo soprattutto per gli studenti economicamente più fragili e per chi deve trasferirsi altrove per frequentare l’università. Ma il problema non riguarda soltanto la disponibilità delle risorse: una parte degli studenti fatica ancora a intercettare le opportunità disponibili.
Il fattore informazione
Per l’anno accademico 2025/2026 l’importo massimo previsto per gli studenti fuori sede supera i 7.072 euro annui, mentre per i pendolari arriva a circa 4.133 euro e per gli studenti in sede a circa 2.850 euro. La crescita delle risorse ha permesso di ridurre il fenomeno degli studenti “idonei non beneficiari”, cioè coloro che possiedono i requisiti economici e di merito ma in passato restavano esclusi per mancanza di fondi. Tuttavia, il sistema presenta ancora alcune criticità. La principale riguarda gli alloggi: nelle grandi città universitarie l’aumento degli affitti rischia di assorbire una parte consistente del contributo ricevuto dagli studenti fuori sede.
Un’altra difficoltà è la mancanza di informazioni adeguate: non sempre, infatti, gli studenti riescono a orientarsi tra requisiti, scadenze e opportunità. Lo ha dimostrato la ricerca “Tertiary Education Completion and Financial Aid Assistance: Evidence from an Information Experiment”, condotta su 7.806 studenti universitari italiani beneficiari di aiuti economici dall’Università di Bologna. Lo studio ha evidenziato che fornire informazioni più precise sui requisiti accademici legati al mantenimento del sostegno economico può incidere concretamente sui percorsi universitari: gli studenti coinvolti hanno ottenuto in media circa 3 crediti formativi universitari in più e hanno registrato una riduzione della probabilità di abbandono di circa 4 punti percentuali.
Il falso mito della media alta
Una delle convinzioni più frequenti è che a determinare l’accesso alle borse siano esclusivamente i risultati scolastici e che, quindi, siano destinate soltanto agli studenti con una media particolarmente elevata. Chi esce dalle superiori con una media bassa rinuncia in partenza. In realtà, in base alle caratteristiche del singolo bando, la selezione può tenere conto di diversi aspetti e non basarsi unicamente sul rendimento accademico.
«Possono avere rilievo la continuità dei risultati, la regolarità del percorso, l’impegno dimostrato, la capacità di raggiungere gli obiettivi, la motivazione e le esperienze maturate anche al di fuori dello studio» spiega Elisa Valeriani, presidente della Conferenza dei Collegi Universitari di Merito. «Il profilo dello studente può quindi essere valutato nel suo insieme, tenendo conto non solo del risultato finale, ma anche del percorso seguito per ottenerlo». Parallelamente, non tutte le borse dipendono esclusivamente dall’ISEE. Per questo, è fondamentale leggere con attenzione i criteri previsti da ciascun bando.
Criteri, requisiti e percorsi nel tempo
Inoltre, alcune forme di sostegno possono proseguire per diversi anni e accompagnare lo studente lungo il percorso universitario, a condizione che vengano mantenuti i requisiti stabiliti, come il regolare avanzamento negli studi, il raggiungimento di determinati obiettivi o la partecipazione alle attività previste. «Per le famiglie, questo può trasformare la borsa in uno strumento di programmazione economica più stabile e non soltanto in un sostegno occasionale al momento della partenza».
Un altro elemento concreto, spesso sottovalutato, riguarda la differenza tra le procedure necessarie per richiedere un contributo economico e quelle per l’iscrizione al percorso universitario o per l’accesso a una residenza per studenti. In alcune situazioni, infatti, l’ottenimento di una borsa o il riconoscimento dell’idoneità al beneficio non comportano automaticamente l’ammissione all’università o alla struttura abitativa indicata. È quindi necessario verificare con attenzione le modalità previste, predisporre la documentazione richiesta e rispettare tutte le date indicate.
Gli strumenti meno conosciuti
Infine, ci sono borse di studio che non coprono solo le tasse universitarie, ma offrono anche la possibilità agli studenti di sostenere i costi legati alla vita fuori sede, per esempio quelle della Conferenza dei Collegi Universitari di Merito che offre agevolazioni su alloggio, vitto, spazi di studio, attività formative e altri servizi. «È importante che studenti e famiglie sappiano che queste opportunità esistono e siano numerose» conclude Valeriani. «Rafforzare questi strumenti, e la consapevolezza su di essi, contribuisce a rendere l’università più accessibile e a sostenere quella funzione di mobilità sociale che oggi il sistema educativo è chiamato a recuperare».


