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Benessere al lavoro: cosa fanno davvero le aziende italiane

Dallo stress lavoro-correlato alla sicurezza psicologica, le aziende italiane stanno ampliando le strategie per migliorare il benessere dei dipendenti. Welfare, flessibilità, supporto psicologico e nuove forme di leadership diventano strumenti sempre centrali per costruire organizzazioni sane

 Lo “stress da lavoro” in Italia è un fenomeno ormai consolidato e strutturale. Secondo l’ultimo State of the Global Workplace di Gallup, il 51% dei lavoratori italiani dichiara di vivere quotidianamente sotto pressione, un livello superato in Europa solo da Grecia, Malta e Cipro. Al contrario, l’engagement, cioè il coinvolgimento reale nel proprio lavoro, si ferma all’11%, tra i più bassi del continente. Ma anche a livello globale, le cose non vanno meglio: l’engagement è sceso al 20%, il minimo dal 2020, con una perdita di produttività fino al 9% del PIL mondiale. Sono numeri che, uniti al progressivo affermarsi del benessere organizzativo come leva di competitività, spiegano perché il tema torni al centro dell’agenda delle imprese.

Se ne parlerà anche alla seconda edizione del Wellbeing Happiness Forum, in programma il 21 e 22 ottobre a Fiera Milano. Ma cosa significa, concretamente, occuparsi di benessere organizzativo oggi in Italia? Cosa stanno facendo esattamente le aziende per arginare il fenomeno di stress lavoro correlato e burnout?

Welfare oltre i benefit tradizionale

Di sicuro, il mercato del welfare aziendale è in forte espansione: secondo le stime di HTF Market Intelligence, il settore a livello globale dovrebbe crescere a un tasso annuo del 4,5%, sfiorando i 72 miliardi di dollari entro il 2029, trainato anche dalla diffusione di piattaforme digitali per la gestione dei benefit. Le aziende italiane, dalle grandi realtà alle PMI, stanno progressivamente ampliando il paniere di strumenti a disposizione dei dipendenti: non più solo fringe benefit economici come buoni pasto o welfare fiscale, ma anche flessibilità oraria, smart working strutturato, percorsi di formazione e supporto psicologico.

Le PMI accelerano sul benessere

Il nodo critico resta la dimensione d’impresa anche se qualcosa sta cambiando. Il Rapporto Welfare Index PMI 2026, presentato a Roma lo scorso luglio, rivela che il 76,5% delle imprese ha raggiunto un livello medio di welfare aziendale e, negli ultimi dieci anni, la quota di PMI con livello di welfare alto o molto alto è più che triplicata, passando dal 10,3% al 33,9%. Pare che proprio la struttura più snella delle piccole imprese possa trasformarsi in un vantaggio: minore burocrazia e più rapidità nell’adottare policy orientate alle persone, come il bilanciamento tra vita privata e lavoro.

Salute, leadership, tecnologia e inclusione

Le direzioni su cui si stanno muovendo le aziende sono quattro. La prima riguarda la salute psicofisica dei lavoratori: consulenza psicologica, supporto su alimentazione consapevole e prevenzione del burnout, temi che stanno entrando stabilmente nei piani di welfare. La seconda è il cambio di stile di leadership, con un’attenzione crescente verso modelli fondati su empatia, ascolto attivo e trasparenza, quella che viene definita leadership gentile. La terza riguarda il rapporto con la tecnologia: la diffusione del lavoro ibrido impone alle imprese di ripensare le regole d’uso degli strumenti digitali per contenere l’iperconnessione e tutelare i tempi di disconnessione. La quarta, infine, è la costruzione di culture aziendali inclusive, attraverso politiche di diversity, equity, inclusion & belonging che vanno oltre l’adempimento formale.

Il Forum che mette le persone al centro

È su questi temi che si misurerà il Wellbeing Happiness Forum di Milano che quest’anno presenterà in anteprima un’indagine condotta con Co.Na.Pi. (Confederazione Nazionale Artigiani e Piccoli Imprenditori) proprio sul benessere nelle micro e piccole imprese che costituiscono il 94% del tessuto produttivo italiano, insieme a uno studio di Primate Consulting sul legame tra sicurezza psicologica e performance, e al BEF Index, il primo indicatore sintetico italiano per misurare felicità e benessere dei lavoratori, sviluppato dall’Associazione Ricerca Felicità con Ipsos Doxa.

«Il benessere lavorativo supera definitivamente la dimensione del semplice benefit e si afferma come pilastro strutturale della sostenibilità aziendale» spiega Stefano Marchese, vicepresidente di EFI Ecosistema Formazione Italia, ente organizzatore del Wellbeing Happiness Forum in collaborazione con OMM Business. «Mettere le persone al centro richiede una trasformazione culturale profonda, basata sulla sicurezza psicologica e sulla fiducia reciproca. Con il forum vogliamo offrire alle aziende dati scientifici, buone pratiche e un confronto reale per guidare il viaggio verso il lavoro del domani».

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