Il futuro della salute si gioca tra alberi, parchi e decementificazione perché le ondate di calore e l’inquinamento rendono le città sempre più vulnerabili. Ma è qui che bisogna intervenire perché è qui che si concentra la maggior parte della popolazione. L’appello di Health City Institute e gli esempi di Milano, Bologna e Roma
Se oltre il 70 per cento della popolazione vive in aree urbane, la salute ambientale deve diventare una priorità trasversale nelle politiche pubbliche. Le città concentrano infatti la maggior parte della popolazione, in particolare anziani e persone fragili, più esposte agli effetti delle ondate di calore, dell’inquinamento atmosferico e degli eventi meteorologici estremi. Il quinquennio 2021-2025, la quota di giornate estive con una temperatura media percepita superiore a 32 °C è passata dal 39% al 62%, evidenziando come il surriscaldamento delle città stia diventando una delle principali sfide per la salute pubblica.
Per questo, qualche settimana fa, è stato lanciato un appello in occasione della Giornata Nazionale per la Salute e il Benessere delle Città 2026, da HCI – Health City Institute, organizzazione che studia il rapporto tra salute e ambiente urbano in Italia con il patrocinio di Anci e Sport e Salute. L’appello è un invito all’azione rivolto a sindaci, Governo, Parlamento e presidenti delle Regioni, promosso da HCI con il patrocinio dell’Intergruppo parlamentare “Qualità di vita nelle città” e dell’Intergruppo parlamentare sulle Aree interne, e sottoscritto da 20 organizzazioni.
La salute urbana in tutte le politiche
L’idea alla base dell’appello è l’integrazione della salute in tutte le politiche (Health in All Policies) attraverso investimenti in ambienti urbani sani e sostenibili, promozione della mobilità attiva e degli stili di vita sani, contrasto alle disuguaglianze sociali e territoriali e rafforzamento del ruolo dei Comuni nella promozione della salute. Le amministrazioni locali, infatti, sono il primo presidio di salute dei cittadini e ogni intervento urbano può generare benessere, prevenzione e inclusione. Ma perché questo processo sia virtuoso, è necessario che Governo e Parlamento lo accompagnino con strumenti normativi adeguati, risorse dedicate e politiche integrate.
Enti locali in prima linea
L’appello è stato inviato a tutte le istituzioni per promuovere iniziative locali di salute urbana, valorizzare le buone pratiche già esistenti, coinvolgere attivamente i cittadini e contribuire alla costruzione di città più sane, inclusive e sostenibili. «Le città incidono sempre di più sulla qualità della vita e sulla salute delle persone, per questo dobbiamo ripensarle mettendo al centro il benessere dei cittadini» spiega Gaetano Manfredi, presidente Anci e sindaco di Napoli. «Una nuova urbanistica, più spazi verdi e servizi a misura d’uomo sono strumenti essenziali per favorire stili di vita sani e migliorare la salute delle comunità.
Il principio della One Health ci ricorda che la salute delle persone è strettamente legata a quella dell’ambiente, del mondo animale e vegetale. Investire nella prevenzione significa garantire non solo una vita più lunga, ma anche una migliore qualità della vita. L’Anci è al fianco dei sindaci che ogni giorno lavorano per costruire città più vivibili e più attente alla salute. Siamo convinti che città più sane significhino comunità più forti, coese e capaci di assicurare un benessere condiviso per tutti».
Più alberi, meno cemento
La salute, infatti, non è solo una questione sanitaria. È il risultato di scelte urbane, ambientali, sociali ed economiche. «È il prodotto di politiche integrate che riguardano la mobilità, la qualità dell’aria, l’accesso al verde, l’inclusione, la sicurezza e gli stili di vita» aggiunge Federico Serra, Presidente di Health City Institute che ha promosso la figura dell’Health City Manager, il Manifesto sulla salute nelle città bene comune e, adesso, questo appello che invita all’assunzione di un impegno concreto e collettivo.
Una ricerca congiunta tra CNR e Università dell’Aquila ha evidenziato un chiaro punto di svolta nel 2013-2014, anni a partire dai quali il tasso di aumento della temperatura globale è addirittura raddoppiato. In questo contesto, è importante agire negli ambiti ancora “controllabili”, per esempio, aumentare la copertura arborea fino a raggiungere almeno il 30 per cento in tutta l’area urbana, ridurre le superfici impermeabili, favorire infrastrutture verdi e blu (per esempio quelle per gestire le acque meteoriche e ridurre il rischio di allagamenti) e adottare soluzioni basate sulla natura, capaci di mitigare l’effetto isola di calore, migliorare la qualità dell’aria e aumentare la resilienza delle città agli eventi climatici estremi.
Le città italiane che fanno scuola
Negli ultimi anni diverse città italiane hanno iniziato a mettere in pratica queste strategie di adattamento climatico che vanno incontro alle esigenze di salute urbana. Milano rappresenta uno dei casi più avanzati grazie al progetto Forestami che punta ad aumentare la copertura arborea dell’area metropolitana, insieme a interventi di depavimentazione, realizzazione di piazze verdi e sistemi di drenaggio urbano per favorire l’assorbimento delle acque piovane. Bologna ha adottato un Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici che prevede nuove alberature, la tutela del patrimonio verde esistente e la riqualificazione di spazi pubblici per mitigare l’effetto isola di calore. Padova sta investendo nella riforestazione urbana e nella creazione di corridoi ecologici, mentre Parma integra soluzioni basate sulla natura nella pianificazione urbanistica.
Anche Prato partecipa a progetti europei dedicati alla resilienza climatica, sperimentando rain garden, depavimentazioni e sistemi per la gestione sostenibile delle acque meteoriche. Torino sta ampliando la rete di parchi urbani e di connessioni ecologiche tra le aree verdi, mentre Roma ha avviato programmi di riforestazione e piantumazione di migliaia di alberi, insieme alla riqualificazione di parchi e spazi pubblici, con l’obiettivo di ridurre le temperature estive e migliorare la qualità ambientale della città.


