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Editoriali

L’ago della bilancia tra Usa e Ue

Al di là dei dazi e delle eventuali conseguenze sull’export europeo una cosa è certa: l’elezione di Trump ha sancito definitivamente la fine della globalizzazione come l’abbiamo conosciuta negli ultimi anni. Un ritorno al protezionismo economico che contagerà anche altre aree geografiche mettendo in difficoltà soprattutto le grandi industrie ma non le Pmi e i liberi professionisti. L’Italia dunque corre meno rischi rispetto ad altre nazioni Ue. Anche grazie al suo crescente livello di credibilità a livello internazionale

Cambiamento climatico, ci vuole coraggio. Parola di Nobel

Per contrastare il climate change dobbiamo invertire rotta e fare scelte decise. Ma è necessario anche un salto culturale da parte di tutti, istituzioni, economia e società. Perché non ha senso concentrarsi sull’aumento del prodotto interno lordo dei singoli Paesi senza preoccuparsi prima della loro stessa sopravvivenza. Come ci ricorda il premio Nobel per la Fisica 202
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La filosofia dell’informazione, un paradigma innovativo

Il complesso mondo dei fenomeni dell’informazione e della comunicazione, dalle scienze e dalle tecnologie sono la forza trainante dell’innovazione filosofica. Che attraverso l’intelligenza artificiale e l’etica dell’informazione si apre al mondo contemporaneo

Resilienti e vulnerabili

Cala il numero di micro e piccole imprese, aumentano le medie e grandi aziende, dove crescono nuovi posti di lavoro. Le trasformazioni strutturali del sistema economico italiano e del suo tessuto produttivo passano attraverso la questione dimensionale. Le fragilità delle professioni e il rischio mono-committenza.

Il lavoro senza competenze

L’impatto delle nuove tecnologie e l’esodo pensionistico dei lavoratori anziani sta facendo emergere un fabbisogno non soddisfatto di servizi professionali evoluti. E la transizione digitale ed ecosostenibile della nostra economia, sostenuta dal Pnrr, si scontra con la carenza di lavoratori competenti e di politiche attive del lavoro.

Università e lavoro, dialogo tra sordi

Nel nostro Paese il mismatch tra domanda e offerta di occupazione resta ampio nonostante gli investimenti del PNRR nel sistema universitario. E la responsabilità non sta solo nel basso numero di laureati in discipline Stem e in un mercato del lavoro rigido.  Per invertire la rotta servirebbero più percorsi di studi brevi e professionalizzanti, più risorse per il diritto allo studio, più investimenti in R&S da parte delle aziende. E un profondo ripensamento del tipo di sviluppo economico del nostro Paese.

La svolta atlantista di Stoccolma

Dopo oltre due secoli di neutralità e di non allineamento militare, la Svezia entra nella Nato per difendersi dalla...

Il futuro digitale dell’Unione europea dopo l’AI Act

Il 24 febbraio 2024, la presidenza belga del Consiglio europeo ha riunito istituzioni e cittadini per discutere di come...