I conti correnti costano sempre di più allo sportello, mentre online restano convenienti solo a certe condizioni. L’analisi di Altroconsumo mostra una crescita delle spese per bonifici e operazioni fisiche. Per risparmiare, privati e professionisti devono monitorare l’uso del conto e confrontare le offerte digitali
Alzi la mano chi sa esattamente quanto costa il proprio conto corrente personale e quello aziendale. E pure chi legge tutte le paginate delle modifiche di contratto unilaterali che arriva periodicamente per posta. La maggior parte di noi non ha idea dei costi e delle condizioni dei conti correnti. Altroconsumo, che li monitora ogni anno, ha fotografato una dinamica a due velocità: i conti online sono economici, ma solo se soddisfano determinate condizioni, mentre il costo delle operazioni allo sportello aumenta.
Sconti solo in digitale
Per i privati, per esempio, Unicredit promette l’azzeramento del costo di mantenimento del conto corrente ma solo con accredito dello stipendio con uso prevalente di Atm e home banking e per le operazioni quotidiane. Credem mantiene invariato il canone annuo, ma aumenta i costi delle operazioni allo sportello (il bonifico arriva a 6 euro!). Più contenuti i rincari di Bper e Bnl, e solo per il canone mensile. L’analisi mostra come, in generale, ad aumentare siano soprattutto i costi dei bonifici mentre calano leggermente il canone medio delle carte di credito e i prelievi dagli Atm di altre banche, segnale di una competizione sul servizio.
Il vero costo dipende dall’utilizzo
È ormai chiaro che le banche stanno spostando il peso dei costi dalle operazioni digitali a quelle fisiche e rendono sempre più decisive le condizioni legate a stipendio e utilizzo dei canali online. «Il divario tra servizi bancari digitali e tradizionali è oggi evidente soprattutto per costi ed efficienza» spiega l’economista Donato Todisco, esperto di prodotti bancari per Altroconsumo. «Controllare periodicamente il costo annuo, verificare le condizioni applicate e confrontare le alternative disponibili resta il modo più efficace per evitare di pagare più del necessario. Perché oggi, più che mai, il vero costo del conto corrente dipende da come lo utilizziamo ogni giorno. A volte basta cambiare banca o rinegoziare le condizioni per risparmiare decine, se non centinaia, di euro all’anno. E per chi non ha ancora familiarità con questi strumenti, il passaggio può essere graduale. Aprire un conto online come secondo conto è una soluzione semplice ed efficace: si alimenta in pochi secondi e si utilizza per pagamenti e acquisti online. Un approccio che consente di prendere confidenza con l’home banking, ridurre i rischi e acquisire dimestichezza».
Cosa cambia per i professionisti
Per i lavoratori autonomi e le piccole imprese la struttura dei costi è in genere più articolata e meno “standardizzata” rispetto ai conti retail. Oltre al canone mensile, che è spesso più elevato di quello per i privati, incidono le commissioni per singola operazione, come bonifici multipli, versamenti di contanti e assegni, incassi tramite Pos, RiBa o Sdd, e i costi per carte di debito e credito aziendali. Anche in questo caso le banche tendono a incentivare l’uso dei canali digitali, mentre le operazioni allo sportello risultano più care. Per chi effettua molti movimenti ogni mese, il risparmio di un conto “a pacchetto” con un numero limitato di operazioni incluse rispetto a uno a consumo può essere di centinaia di euro.
Anche qui, il risparmio è online
Un altro aspetto interessante riguarda i servizi accessori, come la gestione della fatturazione elettronica e l’integrazione con software di contabilità. Spesso questi strumenti sono offerti in bundle, ma con costi aggiuntivi o condizioni legate agli incassi. Per i professionisti, quindi, non conta solo il canone, ma il costo complessivo dell’operatività. Anche in questo caso serve consapevolezza: analizzare l’estratto conto, monitorare il numero medio di operazioni mensili e confrontare le offerte. Soprattutto quelle di banche digitali specializzate nei servizi per partite Iva.


