Il commercio online sta trasformando gli equilibri economici italiani, con il Mezzogiorno sempre più protagonista. Tra crescita delle imprese, domanda interna e nuove competenze, emergono opportunità di sviluppo, occupazione e apertura ai mercati globali che contribuiscono a ridurre le storiche distanze territoriali
150,1 miliardi di euro di valore generato, 1,8 milioni di addetti, oltre 35 milioni di italiani che acquistano online. E ancora: una crescita costante, che nel 2025 segna un ulteriore +6%, e un’incidenza sul PIL pari al 7%. Sono numeri che raccontano la forza dell’e-commerce in Italia, ma soprattutto segnalano qualcosa di più profondo: il digitale sta cambiando la geografia economica del Paese, riducendo distanze storiche e aprendo nuovi equilibri tra Nord e Sud.
Sono il Mezzogiorno e le Isole a dettare il passo dell’economia in questo ambito. Lo certifica, con i dati sopra, Netcomm, il consorzio di riferimento per il commercio digitale e il retail online a livello nazionale e internazionale che ogni anno restituisce una fotografia aggiornata del settore. I numeri più recenti sono eloquenti: considerando le macro-aree, la quota più elevata di società di capitali dotate di canali di vendita online si concentra proprio nel Sud e nelle Isole, con il 31%. Come si spiega questa Italia capovolta?
Dalla macroarea alle città, i casi di Milano e Napoli
Il Sud dell’e-commerce, dunque, supera il Nord per numero di piccole e micro imprese e per imprese di capitali considerate nell’ampia area geografica del mezzogiorno. Ma per capire meglio il fenomeno, possiamo spostare lo sguardo dalle macro-aree alle singole città: in questo caso, Milano resta in testa per concentrazione di imprese digitali, ma Napoli è subito al terzo posto, dopo Roma.
«Una posizione che dimostra come il baricentro del digitale in Italia non è più confinato esclusivamente al Nord», spiega Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, il Consorzio del Commercio digitale italiano. «Anche il Sud si sta muovendo con decisione, mostrando segnali di vitalità sempre più evidenti, soprattutto se si considerano i settori. Il Mezzogiorno è più attivo in ambiti ad alto potenziale, come l’agroalimentare, alcune nicchie dell’abbigliamento e la chimica applicata di piccola scala. Si tratta di comparti che raccontano un Sud dinamico, spesso sostenuto anche dal ruolo delle università, che diventano poli di aggregazione e incubatori di competenze e iniziative imprenditoriali».
Domanda interna e mercato digitale
La nuova geografia digitale non è interessante solo per la crescita dell’offerta, ma anche perché esprime una domanda interna significativa. «In molte aree del Centro-Sud, dove la distribuzione organizzata fisica è meno capillare, l’e-commerce supplisce a queste carenze, diventando un canale essenziale di accesso ai beni», continua Liscia. «Da un lato, quindi, c’è un’offerta imprenditoriale vivace; dall’altro, un mercato che assorbe e utilizza il digitale. Le due facce della medaglia si incontrano e si rafforzano a vicenda».
C’è poi una terza dimensione da considerare: il Sud può diventare sempre più interessante anche come spazio di integrazione lungo l’asse Nord-Sud. Questo permette di sviluppare competenze trasversali che in passato erano meno diffuse. «In questo senso, l’e-commerce agisce come un ponte, capace di ridurre le distanze economiche e sociologiche, accelerando processi di crescita e di apertura ai mercati».
Da periferia dell’impero ad area strategica
Laddove non contano le distanze e non servono ponti sugli Stretti, cioè online, la posizione periferica delle regioni del Sud e delle Isole diventa persino strategica. «Il nostro Mezzogiorno è affacciato sul Mediterraneo, un’area che nei prossimi anni è destinata a crescere molto anche nella dimensione dell’e-commerce. Questo rende il Sud potenzialmente centrale, non solo come mercato di consumo ma anche come piattaforma di offerta verso l’estero» assicura il presidente di Netcomm. «Restano, naturalmente, alcune sfide aperte, prima fra tutte la logistica. Il Mezzogiorno ha già compiuto passi importanti ma deve ancora recuperare terreno. È una partita cruciale, perché proprio su questo fronte si gioca una parte decisiva della competitività futura».
Opportunità occupazionali e formazione
L’e-commerce crea opportunità concrete anche sul piano occupazionale. E questa è una vera manna per il Sud. Esperienze come i master formativi promossi dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli in collaborazione con Netcomm dimostrano come il meridione possa trattenere giovani talenti o favorire il rientro di chi era emigrato, offrendo nuove possibilità di lavoro qualificato. «Nelle isole, in particolare, si è assistito anche a fenomeni di delocalizzazione di imprese del Nord, soprattutto nei servizi digitali che non richiedono una logistica fisica delle merci» aggiunge l’esperto.
In questo scenario, l’e-commerce si conferma come un fattore che tende ad azzerare le differenze economiche e sociali tra Nord e Sud. «E se in altri Paesi il commercio online è spesso dominato dalle grandi piattaforme globali, in Italia il sistema vive anche grazie all’integrazione tra produttori, marketplace e piccole imprese. È così che il Sud, pur restando composto in gran parte da realtà di piccole dimensioni, riesce a essere al tempo stesso locale e internazionale, sfruttando le piattaforme come leva di accesso ai mercati globali».


