Leggi la rivista online
Leggi la rivista online

Vivere (e invecchiare) come in una Blue Zone

Le zone “blu” del pianeta insegnano i segreti della longevità. Che passano da alimentazione semplice, movimento naturale, relazioni solide e ritmi lenti. Tra principi antichi e biohacking, oggi è possibile scongiurare le malattie degenerative per vivere più a lungo e meglio

A Osini, un paese dell’Ogliastra, in Sardegna, su 700 abitanti 5 hanno spento cento candeline e gli ultranovantenni abbondano. Questa è una delle Blue Zone del pianeta, così definita perché conserva la più alta concentrazione di persone longeve. Le altre aree sono Okinawa in Giappone, Ikaria in Grecia, Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California. A cosa è dovuta la massiccia presenza di persone longeve? E perché queste aree sono un cluster sotto osservazione medico-scientifica e nei principi del biohacking?

Gli stili di vita che fanno la differenza

In un mondo in cui la lotta alle malattie croniche e degenerative è una sfida e una frontiera, i luoghi del mondo in cui, senza alcun intervento medico, tante persone vivono fino a sfiorare o superare i 100 anni, suscitano interesse e spingono alla ricerca. Le Blue Zone, in effetti, non sono un cluster per caso. Gli abitanti di queste aree prese in esame, pur molto distanti tra loro, condividono stili di vita sorprendentemente simili. A partire dall’alimentazione che è prevalentemente vegetale (legumi, verdure, cereali integrali), con poca carne, porzioni moderate, cibo semplice e poco processato accompagnato, ma non ovunque, da un consumo moderato di vino.

Poi, il movimento: l’attività fisica è costante ma non intensa ed è integrata nella vita quotidiana. Cioè, non ci si sfinisce in palestra un paio d’ore per poi sedersi alla scrivania per otto di fila ma si cammina tanto, si lavora la terra e si fanno le faccende domestiche.

Mente, relazioni e ambiente

Gli abitanti delle Blue Zone condividono anche l’approccio mentale che è fortemente legato a uno scopo, non sostiene ritmi stressanti e integra rituali quotidiani per ridurre fatica e stress, come il sonnellino pomeridiano o la preghiera. Le relazioni mettono ovunque al centro la famiglia, la rete di supporto e di vicinato e una vita comunitaria attiva. Tutti vivono in zone poco urbanizzate e a misura d’uomo, a contatto con la natura e seguendo routine regolari nella gestione del sonno e dei pasti. Infine: poco o niente fumo e ottimo equilibrio tra lavoro e privato. In due parole: la vita come una volta.

Adattare questo modello oggi

Tornare a questi ritmi e a queste abitudini nella nostra società è obiettivamente difficile. A meno che non si decida di cambiare vita e trasferirsi ai margini della civiltà. «Andare a letto quando fa buio o alimentarsi esclusivamente a km 0 sono abitudini impossibili da acquisire oggi ma quello che possiamo fare è adattare alcuni di questi principi alla nostra vita» spiega Massimo Spattini, medico specializzato in sport, alimentazione e antiaging, vicepresidente dell’International Longevity Science Association. La medicina anti-aging, quella focalizzata sull’invecchiamento, oggi sta studiando come rendere attuali e applicabili gli esempi delle Blue Zone.

«Possiamo sicuramente aumentare la quantità di cibi di provenienza locale, smettere di mangiare quando si è pieni all’80%, consumare il vino rosso con moderazione, muoverci in modo naturale e costante, nutrire credenze positive che siano spirituali o religiose, lavorare meno, rallentare i ritmi, riposare, prenderci pause e vacanze, coltivare e curare l’appartenenza a un gruppo di amici e fare della nostra famiglia una priorità. Questi sono i segreti di una longevità di successo come quella degli abitanti delle Blue Zones, centenari per lo più esenti da malattie disabilitanti dal punto di vista fisico e psichico».

Il supporto del biohacking

Con il biohacking, l’insieme di pratiche e strategie usate per migliorare corpo e mente “dall’interno”, intervenendo su abitudini, ambiente e biologia personale, è possibile recuperare uno stile di vita più sano per un invecchiamento in positivo. «Oggi abbiamo degli strumenti in più, perché non sfruttarli» afferma Spattini. «Si tratta di ottimizzare le nostre risorse fisiche agendo su alimentazione, movimento, mente e ormoni, monitorando performance e salute. Con un’alimentazione mirata, l’allenamento funzionale, l’equilibrio ormonale e la gestione dello stress e del sonno è possibile non solo stare meglio e scongiurare le malattie degenerative oggi in aumento, ma anche vivere più a lungo».

I più letti della settimana

A Pasqua tutti a Varsavia. E per il prossimo ponte?

Boom di prenotazioni in questi giorni per Varsavia e...

L’e-commerce e il divario Nord-Sud

Il commercio online sta trasformando gli equilibri economici italiani,...

Commercialisti e PMI, tra crisi e strategia

Il commercialista resta una figura centrale per le PMI...

Dovremmo limitare per legge l’uso dei social?

L’Australia lo ha fatto, per proteggere i suoi adolescenti...

Diabete, una sfida sempre più urgente per la salute e l’economia

In Italia circa 4 milioni di persone convivono con...

Argomenti

A Pasqua tutti a Varsavia. E per il prossimo ponte?

Boom di prenotazioni in questi giorni per Varsavia e...

L’e-commerce e il divario Nord-Sud

Il commercio online sta trasformando gli equilibri economici italiani,...

Commercialisti e PMI, tra crisi e strategia

Il commercialista resta una figura centrale per le PMI...

Dovremmo limitare per legge l’uso dei social?

L’Australia lo ha fatto, per proteggere i suoi adolescenti...

Diabete, una sfida sempre più urgente per la salute e l’economia

In Italia circa 4 milioni di persone convivono con...

Sicurezza: ora tocca anche ai datori di lavoro

Entro due anni oltre 5 milioni di datori di...

Come spendono i nostri ragazzi

Pagare per piccoli lussi oggi anziché risparmiare per grandi...

Il benessere aziendale fattura

Va bene la flessibilità, i contributi per il nido...
spot_img

Correlati

Categorie Popolari

spot_imgspot_img